7giorni (17 ottobre): intervista sul gioco d'azzardo + Proposta di legge On. De Poli
Giochi d'azzardo: De Poli presenta pdl per mettere a bando slot
machine
(AGENPARL) - Roma, 30 settembre - Slot machine, addio. "Visto che l'offerta del
gioco d'azzardo è in aumento nel nostro Paese, è arrivato il momento di dare una
frenata al fenomeno per prevenire le dipendenze patologiche dal gioco".
Ne è convinto Antonio De Poli, deputato Udc e membro della Commissione Affari sociali a Montecitorio, che ha presentato una proposta di legge per mettere al bando le slot machine nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, nei circoli e nelle associazioni.
"Per contrastare i gravi effetti che l'assuefazione a queste forme di gioco d'azzardo produce, è necessario intervenire sull'attuale legge", sottolinea De Poli. "La proposta di legge, infatti, modifica il regio decreto n. 773 del 1931 (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza)" che ammette la possibilità di introdurre in locali pubblici o aperti al pubblico le slot machine. "Negli ultimi anni - spiega De Poli - stiamo assistendo a un'estesa fase di incentivazione e legalizzazione del gioco d'azzardo. Anche in Italia il gioco d'azzardo e, in generale, le scommesse rappresentano un'attività assai praticata. Tuttavia, ciò che era stato creato come un piacevole passatempo ha purtroppo prodotto, in alcune persone, forme di dipendenza patologiche assimilabili all'abuso di alcolici o di sostanze stupefacenti ".
Il deputato Udc focalizza l'attenzione sul fatto che "le frequenti ripetizioni di partite e di manovre sempre uguali rischiano di alienare il giocatore dalla realtà" inducendolo a comportamenti "di natura compulsiva", mentre a livello sociale "l'individuo subisce la perdita di relazioni importanti proprio a causa del gioco".
La proposta di legge - presentata anche dal capogruppo Udc in Consiglio regionale in Veneto, Stefano Valdegamberi - prevede anche delle sanzioni amministrative: da 1000 a 6000 euro a chi possiede tali apparecchi. Non solo, viene introdotta anche la confisca: in altre parole, una volta, che la macchina da gioco illegale viene individuata, si procede alla sua distruzione. "L'obiettivo è chiaro - conclude De Poli -: vogliamo che il gioco torni ad essere un semplice passatempo, non più una brutta dipendenza" . 7giorni (17 ottobre): intervista sul gioco d'azzardo
Giochi: D'Alia, subito leggi per contrastare quello d'azzardo
Roma, 05 ottobre (il Velino/AGV) - Affrontare in Parlamento il tema delle
ludopatie e del contrasto al gioco d'azzardo "non e' un rito inutile ma vuol
dire affrontare una vera emergenza nazionale". Lo ha detto il capogruppo
dell'Udc in Senato, Gianpiero D'Alia, nel corso della discussione della
relazione Antimafia sul gioco d'azzardo. Per D'Alia "non ci possiamo rassegnare
impotenti di fronte a chi ci dice che 'pecunia non olet' e che con i
soldi delle scommesse e delle lotterie manteniamo il bilancio dello Stato".
Secondo il capogruppo centrista è "necessario" calendarizzare leggi di contrasto
al gioco d'azzardo perché esso "rappresenta il punto di incontro di gravi
distorsioni dell'assetto socio-economico, l'esposizione dei redditi degli
italiani a rischio di erosione, favorisce l'interesse del crimine organizzato e
l'arricchimento di alcuni concessionari e alimenta il collegamento diretto con
fenomeni criminali quali l'usura, l'estorsione, il riciclaggio". In un contesto
in cui, conclude il capogruppo centrista "il governo e l'erario non ostacolano
il ricorso ad incentivazioni della malattia del gioco, con un meccanismo
che favorisce 'forme occulte di prelievo dalle tasche dei cittadini, mascherando
tale prelievo con l'ammiccante definizione di gioco, divertimento e
intrattenimento', ci saremmo aspettati un vero dibattito parlamentare nonostante
il cinismo e l'assenza del governo su questa materia".
Giochi: De Poli, passatempo non può diventare dipendenza
(AGENPARL) - Roma, 11 ottobre - "Non è una guerra alla Dea bendata, ma alla
dipendenza. L'obiettivo è aiutare, da un lato, chi crede che ogni occasione è
buona per sperare nella Dea bendata e, dall'altro, l'isolamento di chi si mette
ore e ore davanti a una stupida macchina da gioco. Un passatempo non può
diventare una dipendenza".
Ne è convinto Antonio De Poli, deputato Udc e membro della Commissione Affari sociali, che ha presentato, di recente, una proposta di legge per mettere al bando le slot machine nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, nei circoli e nelle associazioni. "Il gioco - sottolinea De Poli - è per definizione una modalità per evadere dalla realtà. In sé non ha nulla di negativo, anzi.
Il problema nasce quando il grado di evasione diventa eccessivo, patologico. Nel caso specifico delle slot machine, l'utente viene indotto a comportamenti di natura compulsiva: le frequenti ripetizioni di partite e manovre sempre uguali rischiano di alienare il giocatore dalla realtà e di ‘cancellare' l'individuo. Non solo, a livello sociale, a causa del gioco l'individuo diventa vittima di un processo di alienazione in cui egli perde il contatto con la realtà. Il ‘suo' mondo è il gioco. E' interessante sottolineare come siano le slot machine a creare dipendenza ed è contro le slot machine che dobbiamo combattere per ridare dignità al gioco e per far sì che una dipendenza torni a diventare un passatempo. Siamo il Paese in cui più si gioca al mondo e la mia proposta di legge nasce per contrastare, azzerare gli effetti gravi che l'assuefazione a queste forme di gioco produce. Negli ultimi anni stiamo assistendo a una decisa crescita del gioco d'azzardo ed è doveroso, in un Paese civile, contrastare tutto ciò che crea forme di dipendenza patologiche assimilabili all'abuso di alcolici o di sostanze stupefacenti. Ecco perché dovremmo tutti sostenere con forza la battaglia contro le slot machine".
Giochi: Binetti, governo attui campagne su rischi ludopatie
Roma, 11 ottobre (Adnkronos) - Il Governo deve "attuare campagne informative in
grado di sensibilizzare i cittadini, fin da giovanissimi, sui rischi in cui
incorrono anche attraverso l'uso smodato del gioco come attività ludica,
indirizzando a mantenere il gioco entro i confini di un'attività responsabile,
controllato dal soggetto, anche attraverso il coinvolgimento della sua
famiglia", e deve inoltre "prevedere ogni utile strumento normativo atto ad
inserire detta patologia nei livelli essenziali di assistenza individuando
all'interno dei dipartimenti di salute mentale ambulatori ad hoc". E' quanto
chiede - fa sapere l'Agicos - una risoluzione presentata in Commissione Affari
Costituzionali alla Camera dalla deputata dell'Udc Paola Binetti e firmata da
altri deputati centristi'.
Il testo ricorda che "circa l'80% della popolazione adulta gioca: lotteria, Lotto, Totocalcio, scommesse sportive, Bingo, giochi che per la maggior parte delle persone rappresentano un passatempo innocuo che non mette a repentaglio la vita familiare, lavorativa e sociale. Tuttavia un numero sempre più crescente di persone stabilisce con il gioco d'azzardo una vera e propria relazione di dipendenza: questi sono giocatori compulsivi o patologici. Negli ultimi anni é stata data un'attenzione crescente al gioco d'azzardo patologico (gap), vale a dire l'incapacità cronica e progressiva a resistere all'impulso di giocare elevate somme di denaro, cui segue un danneggiamento al giocatore stesso, alla sua famiglia o alla sua attività lavorativa'.
In Italia 'la percentuale dei pazienti con gap varia dall'1 al 3% della popolazione adulta, ossia circa 700.000 italiani sono affetti da tale patologia". I deputati dell'Udc sottolineano inoltre che "nell'era multimediale il gioco d'azzardo comprende i videopoker, le slot machines e il gioco d'azzardo virtuale (casinò virtuali, aste on line eccetera). Oggi, numerosi sono i 'drogati virtuali', quelli del videopoker, quelli che navigano nei siti di gioco virtuale su internet, ma anche quelli degli spericolati investimenti in borsa'.
'Una categoria particolarmente a rischio -viene rilevato- é rappresentata dai giovani, che cercano in questo modo di assumere una identità che non hanno. Il gioco d'azzardo mal si accompagna ad uno sviluppo armonico del rapporto tra libertà e responsabilità, anche per l'oggettiva difficoltà di rendersi conto in tempi brevi delle conseguenze delle loro decisioni. E' soprattutto nel loro interesse e in quello delle loro famiglie che vanno individuati limiti legali adeguati. In Italia non esiste una normativa che proibisca o regoli la diffusione del gioco d'azzardo on line"'.
Per questo, conclude la risoluzione, "sono in discussione assegnate alla XII Commissione Affari sociali di questo ramo del Parlamento delle proposte di legge inerenti disposizioni per la cura e la prevenzione delle dipendenze comportamentali e del gioco d'azzardo patologico".